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Charles Baudelaire
Adattamento:
Gianluigi Cavaliere
L'ANIMA DEL VINO |
Una sera l'anima del vino così cantava nelle bottiglie: «Uomo,
caro diseredato, io ti lancio, dalla mia prigione di vetro e dalle mie
vermiglie chiusure, un canto pieno di luce fraterna!
So bene quanta fatica, quanto sudore, quanto sole cocente ci vuole,
sulla collina che arde, per darmi vita e anima: ma non sarò né malevolo
né ingrato,
perché provo una gioia immensa quando scendo nella gola d'un uomo
sfinito dal lavoro, e il suo caldo petto si fa dolce tomba dove mi trovo
assai meglio che in una fredda cantina.
Non odi risuonare i ritornelli domenicali e la speranza che bisbiglia
nel mio seno palpitante? I gomiti sul tavolo, le maniche rimboccate tu,
felice, mi glorificherai;
io accenderò lo sguardo della tua donna affascinata; ridarò forza
e colori a tuo figlio: sarò, per questo fragile atleta della vita,
l'olio che rassoda
i muscoli dei lottatori.
Ti scenderò dentro, ambrosia vegetale, grano prezioso gettato dall'eterno
Seminatore, perché dal nostro amore nasca la poesia, che verso Dio
spunterà come un raro fiore!»
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